Il nuovo decreto sicurezza del governo italiano ha acceso il dibattito politico. Approvato di recente, il provvedimento rafforza le tutele per cittadini, lavoratori e forze dell’ordine, introducendo pene più severe per blocchi di treni e strade, occupazioni abusive, aggressioni a poliziotti e guerriglia urbana. Ilaria Salis e Nicola Fratoianni criticano duramente il testo, ma cosa li infastidisce davvero? Il decreto mette al centro i deboli e chi rispetta le regole, non le minoranze rumorose.

Bloccare infrastrutture diventa reato penale: pendolari e lavoratori che perdono giornate di stipendio finalmente tutelati. Immaginate attivisti che paralizzano un treno diretto al voto: lo stesso che oggi colpirebbe i loro referendum. Occupare case altrui è ora reato grave. Non si tratta di attici di lusso, ma di abitazioni di operai con mutui ventennali, pensionati o malati che rientrano e trovano abusivi, spesso gruppi organizzati. Il decreto difende chi lavora e risparmia, non chi viola diritti altrui.

Pene più dure per aggressioni alle forze dell’ordine, con fondo per spese legali: chi indossa la divisa è un lavoratore che merita protezione, non insulti da corteo. Aumentano le sanzioni contro truffatori di anziani e sfruttamento di bambini nell’elemosina, pratica in cui certi ambienti eccellono. Infine, cortei che diventano devastazione non sono più “libera espressione”, ma crimine: spaccare vetrine e vandalizzare quartieri ha conseguenze.
Il decreto sicurezza segna una svolta verso ordine e legalità. Proteggere la maggioranza silenziosa non è repressione, ma giustizia. Salis e Fratoianni preferiscono la piazza senza regole? I cittadini onesti, invece, attendono maggiore serenità quotidiana.